La
Canapa
  • La canapa è stata coltivata fin dal settimo secolo a.C., quando fu introdotta dalle popolazioni nomadi sciite che la portarono nel sud della Russia. Da qui si propagò in tutta l’Europa centro settentrionale, in Asia Minore, Grecia, Italia, Francia.
  • La sua coltivazione è stata massiccia per secoli. Vestiti, vele ,biancheria e cordami di canapa sono stati comunissimi in Europa centrale e meridionale per centinaia di anni.

Un ulteriore sviluppo si verifico` dopo il 1936, quando scoppiò la guerra etiopica e a causa delle sanzioni economiche imposte all´ Italia ci fu l’arresto delle importazioni di materie prime e quindi anche di tessuti e filati. In altre parole, il regime aveva costretto i canapifici a migliorare la biancheria nazionale utilizzando la fibra di canapa.

Fino a quel momento l’Italia era uno dei principali paesi produttori mondiali, seconda solo all’Unione Sovietica, ma prima in qualità dei filati. Negli anni 50′ però la sua coltura cominciò a essere abbandonata per diversi motivi. Uno di questi fu l’introduzione di fibre tessili producibili a minor costo sia sintetiche (rayon) che naturali (juta, sisal e cotone).

“La bellezza diventa perfezione attraverso la cura del dettaglio”

– Francesca Tronca –

Fibra liberiana

La sezione del fusto può variare da pochi millimetri ad alcuni centimetri. Il fusto è formato da una corteccia esterna di colore verde costituita da fibre tenute insieme da pectine (libro) e da una parte interna detta canapulo, di colore bianco molto leggero.

 

  • Come per altre fibre tessili, la filatura è la lavorazione con la quale si trasforma la fibra LUNGA di canapa IN FILATO pettinato, e la stoppa in filato grossolano.
  • Filatura a umido
    Con la filatura a umido si ottengono filati lucidi, lisci, fini per tessuti di prima qualità soprattutto per abbigliamento e biancheria per la casa. Nel filatoio ad umido, lo stoppino prima di essere introdotto nel campo di stiro, viene immerso in una vaschetta riempita con acqua a 70-80 °C. Questa operazione facilita la macerazione delle fibre migliorandone lo scorrimento e favorendo l`azione di stiro a cui lo stoppino e` sottoposto
  • Filatura a secco
    Normalmente, la materia prima per la filatura a secco è la stoppa di stigliatura o di pettinatura. Rispetto al filato ad umido il filato a secco appare più peloso e grossolano.
  • La fibra di canapa è costituita da cellulosa (67%), emicellulosa (16,1%), lignina (3,3%), sostanze idrosolubili (2,1%), pectina (0,8%), cere e grassi (0,7%)
  • Filamenti da 1 a 4,5 m di lunghezza di colore giallo biondo
  • Fibre primarie, lunghe da 5 a 55 mm e di diametro da 22 μm
  • Fibre secondarie, lunghe da 2 a 4 mm ( stoppa )
  • Igroscopicita` 30 % ( lino 20 % )
  • La sezione longitudinale della fibra presenta un lumen piu` ampio di quello nel lino, sovente le estremita` arrotontate mostrano una biforcazione .
  • In sezione trasversale le cellule di canapa appaiono con orli arrotondati e con un canale centrale molto ampio.

 

btt